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Il Sentiero Dentro intervista Fabrizio Salvetti // Tecnico del suono armonico

Buongiorno a tutti! Quest’oggi sono felice di inaugurare la sezione delle interviste su Il Sentiero Dentro. Oltre ad un mio personale modo di vedere il mondo mi piace è giusto anche coinvolgere tutti coloro che vengono in contatto con me, su questo mio cammino.

E’ quindi con grande piacere che presento Fabrizio Salvetti, tecnico del suono armonico.


  1. Chi sei?
    Sono Fabrizio, prima di tutto sono un papà, poi mi occupo di comunicazione e poi, nel tempo libero, aiuto le persone a trovare relax attraverso i suoni armonici di campane tibetane, tamburi oceanici, koshi, campane di cristallo, vasijas silbadoras, barre sonore, diapason e strumenti simili. Sono nato nel 1971 e quindi sono un ragazzo di mezz’età.


  1. Come ti sei avvicinato al mondo olistico?
    Capendo che ero sempre stato vicino a questo tipo di sensibilità. L’incontro fondamentale è stato con un professore universitario, era il 1990, che affiancava ai corsi tradizionali attività come sessioni di rilassamento, ritiri legati alla spiritualità, approfondimenti sul linguaggio del corpo e monografie esoteriche: fu un colpo di fulmine, sentivo che certi temi risuonavano, scoprendoli scoprivo qualcosa che era già dentro di me ma che era sopito. All’epoca iniziai a studiare di tutto, dalla new age ai chakra, dalla meditazione alle tradizioni antiche della medicina. Tutto è rimasto in stand-by per qualche decennio, poi nel 2018 mi sono imbattuto in un volantino che pubblicizzava un bagno di suoni e per una concomitanza di casi ho potuto permettermi di pagare il corso per diventare operatore del suono…


  1. Di cosa ti occupi nello specifico? Quali sono i suoi benefici?
    Uso i suoni armonici, non la musica, per sostenere il bisogno di relax. Strumenti come la campane (o ciotole) tibetane producono un bouquet di suoni straordinario ma non fanno musica ed è proprio questo effetto di “straniamento” rispetto a ciò che ci si aspetta quando si percepisce un suono (ci aspetteremmo musica fatta di note e melodia) che smarrisce un po’ la mente e la porta in zone di quiete. Naturalmente non è l’unico effetto, il suono è un fatto fisico che tocca il corpo e lo massaggia. Tra gli effetti studiati di un bagno di suoni ci sono l’abbassamento della pressione, il rallentamento del battito cardiaco, la cosiddetta “sincronizzazione emisferica” e per strumenti come i diapason osteofonici effetti sull’ossido nitrico. Al di là di tutto, però, è la sensazione di relax che conta.


  1. Utilizzi un metodo particolare durante le tue sessioni di lavoro?
    Innanzitutto per me è un lavoro occasionale, vivo del mio lavoro principale e saltuariamente conduco bagni di suoni. Per attitudine non sono bravo a seguire i libretti di istruzioni, per cui le mie sessioni di suono lavorano molto sulla presenza e l’intuizione, meno sui protocolli e la tecnica.


  1. Come credi si possa proporre uno stile di vita sano?
    Penso che ogni persona debba fare il proprio percorso, per conto mio posso dirti 3 cose: 1) cambiare sé stessi, anche Jung ci ricordava l’importanza di iniziare da sé per migliorare il mondo; 2) sostenere le persone in un percorso di “decondizionamento”; 3) essere in grado di proporre compromessi accettabili affinché ciò che si propone possa apparire come “gestibile” rispetto alle abitudini che si hanno.


  1. Cosa consigli a chi decide di intraprendere un percorso olistico? Saresti in grado di indirizzare qualcuno verso una disciplina specifica?
    Consiglierei di farlo buttandosi con entusiasmo e con la consapevolezza che ogni scelta porta con sé un bagaglio di occasioni e di ricchezza. Altro consiglio: capire che le attività olistiche e vitalistiche si occupano di benessere e non di terapia; su questo è necessario che ci sia la massima chiarezza.


  1. Consiglia una tecnica di rilassamento da utilizzare nella vita di tutti i giorni.
    Cantare tornando dal lavoro o da una situazione stressante. Spesso tornando a casa si rimugina, beh, cantare rende praticamente impossibile pensare: la mente si rilassa, il corpo si ossigena. Vedi, una volta si diceva: “Canta che ti passa”, in questo vecchio adagio c’è del vero!


  1. Progetti futuri?
    Spero di poter proseguire ampliando la mia proposta alle aziende e alle organizzazioni. Mi pare che oggi uno dei luoghi in cui c’è la maggior concentrazione di cortisolo sia il posto di lavoro. Lì c’è bisogno di relax…


Grazie quindi a Fabrizio Salvetti per la sua disponibilità e spero presto di dar vita a qualche particolare collaborazione.


Chi fosse interessato può trovarlo su instagram all’account @fabriziosalvetti

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